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IN/ARCH incontra PIETRO BARUCCI

IN/ARCH incontra PIETRO BARUCCI
70 anni di professione

Premio alla carriera IN/ARCHITETTURA 2020 – Lazio

Martedì 22 novembre ore 16:30 | Roma, Ance sala Colleoni, via G.A. Guattani 16.

Prolusione Alessandra Muntoni

Interventi: Mario Avagnina, Clementina Barucci, Federico Bilò, Antonio Ciucci, Ruggero Lenci, Alessandra Montenero, Simone Ombuen, Maria Luisa Palumbo, Pino Pasquali, Elio Piroddi, Patrizia Pizzinato, Giuseppe Pullara, Franco Purini, Emma Tagliacollo, Marco Vivio, Luca Zevi

Coordina Massimo Locci

Nel corso dell’evento sarà consegnata la targa Premio alla carriera IN/ARCHITETTURA 2020 – Lazio e proiettato il documentario Pietro Barucci Architetto, 70 anni di professione.

Pietro Barucci

Nasce a Roma nel 1922 in una famiglia di artisti, progettisti e costruttori e si laurea nel 1946 con Arnaldo Foschini.

Il suo rapporto con il mondo universitario è conflittuale: si allontana con Muratori, ritorna chiamato da Libera e dopo una breve collaborazione con Quaroni lascia definitivamente l’insegnamento e si dedica alla professione.

Dagli anni Quaranta sviluppa un’intensa attività progettuale in particolare nel campo dell’edilizia residenziale, dell’edilizia scolastica e dell’industrializzazione edilizia, partecipando a vari concorsi e conseguendo importanti riconoscimenti. Negli anni Sessanta e Settanta si occupa di piani urbanistici in Tunisia ed Etiopia. Pragmatico, aggiornato nei linguaggi ma lontano dalle mode, in circa 70 anni di attività Barucci ha sempre creduto nello scambio proficuo tra committenza, impresa realizzatrice e progettista. Ha ottenuto, infatti, Premi IN/ARCH nel 1990 e nel 1992.

Tra le sue opere romane: una elegante palazzina in via Monti Parioli (1948), un edificio in linea nel quartiere INA-Casa al Tuscolano (1950), l’Istituto industriale a Pietralata (1961-70); la sede ENPAM  in via Torino (1962-65); il centro direzionale di piazzale Caravaggio (1963-69); il complesso ISES-IACP di Spinaceto (1965-77); i quartieri residenziali IACP Laurentino 38(1971-84), Torrevecchia (1978-84), Quartaccio (1978-84), i Comparti M4, R5, R11 a Tor Bella Monaca (1980-81), il Piano di Zona Mistica 2. Tutti progetti a grande scala che rappresentano una precisa idea di città contemporanea, sviluppata da Pietro Barucci come tessere di un’ideale città di fondazione.

Tra i progetti in altre città si segnalano: vari quartieri INA-Casa e altri interventi a Livorno, un edificio INCIS a Torino, il Piano Straordinario per l’Edilizia Residenziale di Napoli (1982-92 con Vittorio De Feo) e tra questi gli interventi di riqualificazione degli ambiti di Taverna del Ferro, di Pazzigno e segnatamente di Barra, dove sperimenta una interessante integrazione tra recupero dei centri storici e integrazioni moderne.

Si è molto discusso in questi anni su come sarebbe potuta essere la facoltà di Architettura se, agli inizi degli anni ’60, si fossero sostenuti i progettisti veri, come lo era sicuramente Barucci, rispetto ai teorici della progettazione come Tafuri, che prese il suo posto come assistente di Ludovico Quaroni.

In verità egli è stato realmente ‘docente’ fuori dalla facoltà. Nel suo studio, infatti, collaborarono e si formarono intere generazioni di architetti, talvolta coetanei come Beata Di Gaddo, Ugo Sacco e Vittorio De Feo, o più giovani come Paolo Silvagni, Patrizia Pizzinato, Mario Avagnina, Simone Ombuen.

In una recente intervista sul Corriere della sera Giuseppe Pullara gli chiedeva quali fossero i suoi obiettivi a 98 anni e in un periodo di pandemia. «Sentirmi responsabile di me stesso lanciando lo sguardo in avanti: in fondo, continuo nella dimensione del progettare. Bisogna lasciare da parte i pensieri negativi».

@Foto R. Lenci Roma 1963-68 Centro direzionale di piazzale Caravaggio

 

riflessifilmati

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.

i lunedì dell’architettura

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.
Il collegamento di Torresina con il parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

lunedì 7 novembre 2022 – ore 19,00 – ANCE Roma – ACER – via di Villa Patrizi 11, Roma

Antonio Ciucci, Presidente ANCE Roma – ACER
Marco Vivio, vice Presidente IN/ARCH Lazio
Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità Roma Capitale
Olimpia Troili, Assessora Trasporti, Mobilità Sostenibile e Pari Opportunità e Sport Municipio XIV
Alessandra Bonfanti, Responsabile Nazionale per la mobilità dolce Legambiente
Simone Ferretti, Progettista prolungamenti del parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

modera Valentina Piscitelli, consiglio direttivo IN/ARCH Lazio

Interventi programmati di: Nico Savarese, Socio fondatore dell’Associazione Biennale dello Spazio Pubblico che avrà per tema 2023 proprio “Spazi pubblici e prossimità”; Mattia Darò, architetto coordinatore del Concorso IN/ARCH Lazio e OAR di “PROGETTAZIONE PER OPERE DI PEDONALIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE NEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II” a seguito del quale il Lotto 1, viale XVII Olimpiade è stato inserito nel piano città 15 minuti; Massimo Paolini, Presidente del CdQ Torresina e Associazioni limitrofe.

Iniziativa realizzata in collaborazione con: EDILPIEMME

un particolare ringraziamento per la registrazione video a Massimiliano Pacchi

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.

i lunedì dell’architettura

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo sviluppo.
Il collegamento di Torresina con il parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

lunedì 7 novembre 2022 – ore 19,00 – ANCE Roma – ACER – via di Villa Patrizi 11, Roma

Antonio Ciucci, Presidente ANCE Roma – ACER
Marco Vivio, vice Presidente IN/ARCH Lazio
Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità Roma Capitale
Olimpia Troili, Assessora Trasporti, Mobilità Sostenibile e Pari Opportunità e Sport Municipio XIV
Alessandra Bonfanti, Responsabile Nazionale per la mobilità dolce Legambiente
Pietro Buffa, Direttore Generale della formazione del Ministero della Giustizia e Direttore della Scuola Superiore dell’esecuzione penale “Piersanti Mattarella” (in attesa di conferma)
Simone Ferretti, Progettista prolungamenti del parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

modera Valentina Piscitelli, consiglio direttivo IN/ARCH Lazio

Interventi programmati di: Nico Savarese, Socio fondatore dell’Associazione Biennale dello Spazio Pubblico che avrà per tema 2023 proprio “Spazi pubblici e prossimità”; Mattia Darò, architetto coordinatore del Concorso IN/ARCH Lazio e OAR di “PROGETTAZIONE PER OPERE DI PEDONALIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE NEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II” a seguito del quale il Lotto 1, viale XVII Olimpiade è stato inserito nel piano città 15 minuti; Massimo Paolini, Presidente del CdQ Torresina e Associazioni limitrofe.

Iniziativa realizzata in collaborazione con:   

invito

#CONCORSIDIPROGETTAZIONE: IL CONFRONTO SIA TRA PROGETTI E NON TRA FATTURATI

Istituto Nazionale di Architettura IN/ARCH ha lanciato questa petizione
Il “concorso” PNRR “Futura” per 212 scuole, bandito dal Ministero dell’Istruzione, attualmente in fase di svolgimento, si è rivelato un appalto di servizi mascherato da concorso.

Per l’Istituto Nazionale di Architettura ci sono nel bando due aspetti molto problematici per le conseguenze su quella qualità dell’architettura che si pretende di promuovere:

1. L’accorpamento innaturale di 212 scuole, cioè piccole opere, che dovrebbero essere invece oggetto di singole procedure di concorso di progettazione e relativo appalto di realizzazione;

2. La richiesta, ai progettisti vincitori per ciascun singolo istituto, di pre/post requisiti di tipo economico e imprenditoriale (fatturato, lavori di punta, lavori analoghi, fideiussioni assicurative, ecc.) e l’obbligo, in mancanza degli stessi, di ricorrere all’istituto dell’avvalimento.

Ritenere che, per progettare una scuola, siano necessari quei requisiti equivale ad affermare che il 95% dei progettisti italiani risulta privo di capacità “professionali” per assolvere a questo tipo di incarico.

A giustificare la “tutela” cui sono sottoposti i progettisti italiani viene portata avanti l’idea di una presunta inadeguatezza strutturale (riferita a fatturati, esperienze in progettazioni analoghe ecc,) ad affrontare qualsivoglia tema progettuale.

Affermazione sconcertante che, se corrispondesse alla realtà, imporrebbe un’immediata verifica dell’attività di formazione svolta dalle Università e, nel caso, una loro ristrutturazione profonda.

Il concorso “Futura” mentre ammette tutti i progettisti (architetti e ingegneri) a partecipare alla competizione pretende – contrariamente a quanto accade nei concorsi di progettazione banditi in tutti i Paesi europei – di sottoporre i vincitori ad una sorta di tutela a garanzia di una ipotetica capacità finanziario-organizzativa necessaria per condurre in porto l’incarico.

La qualità dell’Architettura la si persegue con concorsi che pongono al centro della procedura il confronto tra scelte progettuali alternative e non fatturati o dimensioni dello studio professionale.

Nella storia dell’Architettura moderna e contemporanea molti dei più importanti progetti – dal Sanatorio di Paimio di Aino Maria e Alvar Aalto, al Centre Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers solo per citarne alcuni – sono stati realizzati grazie a concorsi che hanno saputo premiare la qualità dei progetti, seppur redatti da progettisti poco più che trentenni, senza dover declinare fatturati, “solidità finanziarie” o esperienze precedenti sugli stessi temi progettuali.

Proprio il carattere “insidioso” del concorso “Futura” ha indotto una riflessione sulla necessità di una revisione del Codice dei Contratti Pubblici.

Per l’Istituto Nazionale di Architettura la regolamentazione della progettazione delle opere pubbliche deve prevedere:

• che le opere pubbliche sotto soglia comunitaria vengano sottoposte sempre dalla Pubbliche Amministrazioni a liberi concorsi di progettazione e non a gare d’appalto di servizi.

Una scuola (restando all’esempio citato) deve essere oggetto di un singolo concorso di progettazione, senza prerequisiti che non siano la laurea e l’abilitazione professionale, e tantopiù senza obblighi di avvalimento.

• che la Direzione dei lavori sia affidata prioritariamente al progettista, reintroducendo nei cantieri il sano contraddittorio tra la Direzione dei lavori, rappresentante della committenza e naturale responsabile della fedeltà dell’edificio realizzato al progetto architettonico, e l’Impresa appaltatrice, ovvero la dinamica dalla quale è sempre scaturita la qualità dell’architettura, evitando commistioni improprie tra progettista ed impresa esecutrice del tipo Concessione o Global Service.

L’Istituto Nazionale di Architettura – IN/ARCH, che nei suoi quasi settant’anni di vita ha sempre sostenuto la qualità dell’architettura tanto in fase di redazione del progetto, quanto in fase di realizzazione, propone a tutti coloro che hanno a cuore la qualità delle trasformazioni fisiche dei territori e degli ambienti di vita, di far propri questi obiettivi sottoscrivendo il presente appello, che verrà trasmesso alle istituzioni competenti e adeguatamente diffuso per sensibilizzare l’opinione pubblica.

FIRMA LA PETIZIONE

APPELLO – CONCORSI DI PROGETTAZIONE: IL CONFRONTO SIA TRA PROGETTI E NON TRA FATTURATI

ISTITUTO NAZIONALE DI ARCHITETTURA (INARCH)
APPELLO
CONCORSI DI PROGETTAZIONE: IL CONFRONTO SIA TRA PROGETTI E NON TRA FATTURATI

Il “concorso” PNRR “Futura” per 212 scuole, bandito dal Ministero dell’Istruzione, attualmente in fase di svolgimento, si è rivelato un appalto di servizi mascherato da concorso.

Per l’Istituto Nazionale di Architettura ci sono nel bando due aspetti molto problematici per le conseguenze su quella qualità dell’architettura che si pretende di promuovere:

1. L’accorpamento innaturale di 212 scuole, cioè piccole opere, che dovrebbero essere invece oggetto di singole procedure di concorso di progettazione e relativo appalto di realizzazione;
2. La richiesta, ai progettisti vincitori per ciascun singolo istituto, di pre/post requisiti di tipo economico e imprenditoriale (fatturato, lavori di punta, lavori analoghi, fideiussioni assicurative, ecc.) e l’obbligo, in mancanza degli stessi, di ricorrere all’istituto dell’avvalimento.

Ritenere che, per progettare una scuola, siano necessari quei requisiti equivale ad affermare che il 95% dei progettisti italiani risulta privo di capacità “professionali” per assolvere a questo tipo di incarico.

A giustificare la “tutela” cui sono sottoposti i progettisti italiani viene portata avanti l’idea di una presunta inadeguatezza strutturale (riferita a fatturati, esperienze in progettazioni analoghe ecc,) ad affrontare qualsivoglia tema progettuale.

Affermazione sconcertante che, se corrispondesse alla realtà, imporrebbe un’immediata verifica dell’attività di formazione svolta dalle Università e, nel caso, una loro ristrutturazione profonda.

Il concorso “Futura” mentre ammette tutti i progettisti (architetti e ingegneri) a partecipare alla competizione pretende – contrariamente a quanto accade nei concorsi di progettazione banditi in tutti i Paesi europei – di sottoporre i vincitori ad una sorta di tutela a garanzia di una ipotetica capacità finanziario-organizzativa necessaria per condurre in porto l’incarico.

La qualità dell’Architettura la si persegue con concorsi che pongono al centro della procedura il confronto tra scelte progettuali alternative e non fatturati o dimensioni dello studio professionale.

Nella storia dell’Architettura moderna e contemporanea molti dei più importanti progetti – dal Sanatorio di Paimio di Aino AlvarAalto al Centre Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers solo per citarne alcuni – sono stati realizzati grazie a concorsi che hanno saputo premiare la qualità dei progetti, seppur redatti da progettisti poco più che trentenni, senza dover declinare fatturati, “solidità finanziarie” o esperienze precedenti sugli stessi temi progettuali.

Proprio il carattere “insidioso” del concorso “Futura” ha indotto una riflessione sulla necessità di una revisione del Codice dei Contratti Pubblici.
Per l’Istituto Nazionale di Architettura la regolamentazione della progettazione delle opere pubbliche deve prevedere:

• che le opere pubbliche sotto soglia comunitaria vengano sottoposte sempre dalla Pubbliche Amministrazioni a liberi concorsi di progettazione e non a gare d’appalto di servizi.
Una scuola (restando all’esempio citato) deve essere oggetto di un singolo concorso di progettazione, senza prerequisiti che non siano la laurea e l’abilitazione professionale, e tantopiù senza obblighi di avvalimento.
• che la Direzione dei lavori sia affidata prioritariamente al progettista, reintroducendo nei cantieri il sano contraddittorio tra la Direzione dei lavori, rappresentante della committenza e naturale responsabile della fedeltà dell’edificio realizzato al progetto architettonico, e l’Impresa appaltatrice, ovvero la dinamica dalla quale è sempre scaturita la qualità dell’architettura, evitando commistioni improprie tra progettista ed impresa esecutrice del tipo Concessione o Global Service.

L’Istituto Nazionale di Architettura (Inarch), che nei suoi quasi settant’anni di vita ha sempre sostenuto la qualità dell’architettura tanto in fase di redazione del progetto, quanto in fase di realizzazione, propone a tutti coloro che hanno a cuore la qualità delle trasformazioni fisiche dei territori e degli ambienti di vita, di far propri questi obiettivi sottoscrivendo il presente appello, che verrà trasmesso alle istituzioni competenti e adeguatamente diffuso per sensibilizzare l’opinione pubblica.

CONVENTO E GIARDINO DI PALAZZOLA SUL LAGO DI CASTELGANDOLFO

L’Accademia Angelico Costantiniana di Lettere Arti e Scienze in collaborazione con IN/ARCH Lazio

promuovono le
Passeggiate dell’Accademia Angelico Costantiniana di Lettere Arti e Scienze
SABATO 28 MAGGIO ore 17,45
Via dei Laghi al km. 10,800
CONVENTO E GIARDINO DI PALAZZOLA SUL LAGO DI CASTELGANDOLFO

A picco sul lago, il complesso dell’Abbazia di Palazzola ha una storia assolutamente unica da raccontare: stazione di sosta degli imperatori romani nel loro viaggio in direzione del santuario di Giove Laziale sul Monte Cavo, sorge secondo l’ipotesi di alcuni studiosi sul sito dell’antica Albalonga, da altri studiosi identificata invece con l’attuale Castelgandolfo. Fu Convento conteso fra cluniacensi, cistercensi e certosini nel Medioevo, e infine affidato alla reggenza del cardinal Girolamo Colonna dopo il 1626. Come uno scrigno da decifrare in una progressiva scoperta, oltre alla chiesa di S. Maria ad Nives (XIII secolo), il complesso nasconde un Chiostro, un refettorio ornato da decorazioni durante l’ultimo conflitto mondiale, essendo sede di un comando tedesco, e poi la gemma di un giardino settecentesco, a picco sul lago, mirabilmente quadripartito e sospeso fra lo strapiombo e le rupi sovrastanti. Il giardino rientra fra gli interventi settecenteschi nel complesso promossi dal cardinale portoghese Josè Maria de Fonseca de Evora, e realizzati dall’architetto Gian Domenico Navone. Alle spalle dell’edificio, in alto su un pianoro, il sepolcro di un console romano, ornato dal caratteristico fascio di verghe.

Appuntamento SABATO 28 MAGGIO alle ore 17,45 in Via dei Laghi al km. 10,800, per svolgere le formalità di rito ed entrare al complesso per le ORE 18 COME ARRIVARE: percorrendo da Roma la via dei Laghi, SUPERARE L’INCROCIO che a sinistra porta a Marino, e a destra in direzione di Castelgandolfo. PROSEGUENDO la via dei Laghi, SUPERARE il bivio a destra di via Spiaggia del Lago, e rimanendo in alto sulla via dei Laghi, COSTEGGIARE il lago di Castelgandolfo che si trova sulla DESTRA, IN BASSO. Al km. 10,800 SVOLTARE A DESTRA, su una stradina che scende in direzione del complesso di Palazzola, e PARCHEGGIARE NELLA PIAZZOLA alla vostra SINISTRA. CI TROVIAMO QUI, ci raccogliamo e andiamo insieme A PIEDI per qualche decina di metri fino al complesso.

Quota visita: 15 Euro + Euro 10 per contributo d’ingresso INFO: 3397636688

ALESSANDRO MAZZA – CURRICULUM VITAE
Alessandro Mazza è curatore assieme al Prof. Marcello Fagiolo di un volume, in corso di preparazione, sui Monti Parioli a Roma, che ripercorre la storia dell’area con le sue testimonianze storiche, architettoniche e monumentali (Ed. Artemide, per la collana sui Colli di Roma).
E’ fra gli autori di Architettura e Museologia Liquida (volume curato da A. M. Cavallati, S. Colonna, M. Ramadori, L. Simonetti), con il saggio Oggetto instabile e post-storia. L’ “imprigionamento” nel virtuale – Il MONA, Museum of Old and New Art di Hobart, Tasmania.
E’ autore del volume Le ville scomparse a Roma. Preesistenze antiche e ville storiche: permanenze e trasformazioni 1570-1870, Ginevra Bentivoglio editore, Roma
E’ stato nominato nel Dicembre 2016 membro del Comitato scientifico di una Mostra sulla PALAZZINA ROMANA, organizzata dall’ Ordine degli Architetti di Roma (e attualmente sospesa), e ha partecipato alla relativa Giornata di studi all’Acquario Romano (14 Settembre 2017).
Ha pubblicato (Settembre 2016) come curatore, sempre assieme al prof. Marcello Fagiolo, il volume a più voci Monte Mario. Dal medioevo alle idee di parco (Ed. Artemide) al cui interno è autore anche di vari saggi.

Ha conseguito il suo Dottorato di ricerca in Storia dell’Architettura alla Facoltà di Architettura “La Sapienza” di Roma (27th ciclo, 2011 – 2015), il 13 Giugno 2016.Ha insegnato Storia dell’Architettura contemporanea alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Arezzo (anno accademico 2009 – 2010).
Ha insegnato nella primavera 2012 in un corso dal titolo Giardino Parco Paesaggio – Storia Idea Progetto all’Istituto Quasar di Roma, discutendo la storia e la filosofia del giardino dall’antichità ad oggi.
Ha lavorato con il Professor Marcello Fagiolo presso il Centro di Studi sulla cultura e l’immagine di Roma dal 1999, fra le altre cose all’ Atlante del Barocco/ Provincia di Roma (con un saggio, 2002) e al Convegno L’Aventino dal Rinascimento all’età moderna presso l’Istituto di Studi Romani, Novembre 2008 (con due saggi, pubblicati nel 2010).
Dal 1999 al 2006 è stato incaricato di ricerca presso l’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), per un’indagine complessiva su architetti e ingegneri operanti a Roma dal 1870 al 1970, con pubblicazione della correlata monografia Roma Architetture Biografie 1870 – 1970.
E’ autore nel volume di 500 voci biografiche per altrettanti professionisti, perlopiù sconosciuti sino ad ora, e ha portato alla luce una vasta produzione architettonica, attraverso lo studio di archivi pubblici e privati. Anna Paola Briganti è stata il suo Coordinatore di Ricerca, per conto del Servizio Architettonico dell’ICCD.
Dal 2000 al 2009 si è occupato di giardini italiani fra XVIII e XX secolo per l’Ufficio Studi del Ministero per i beni e le attività culturali, redigendo numerose voci per la sezione Lazio dell’Atlante del giardino italiano 1750 – 1940, curato dal Prof. Vincenzo Cazzato).
Fra 1998 e 2008 lavora sull’opera e la figura di Tomaso Buzzi, ed è uno degli autori del saggio Tomaso Buzzi. Architettura e cerimonia, parte della complessiva monografia Tomaso Buzzi. Il principe degli architetti 1900-1981 (volume curato da A. G. Cassani, Electa, 2008).
E’ fra i relatori del Convegno L’altra Modernità, tenuto alla facoltà di Architettura “La Sapienza”, Roma (2007), con un contributo sull’architetto MARIO LORETI (pubblicato, 2010). I suoi campi di interesse spaziano dall’Architettura Moderna e Contemporanea al paesaggio umano e alla storia del giardino, in Italia e fuori, dal XVI secolo a oggi.

Lungo il Tevere da Ponte Testaccio a Ponte Marconi

Domenica 22.05.2022 ‐ ore 10.15

nell’ambito dell’edizione 2022 di OPEN HOUSE ROMA
IN/ARCH Lazio, in collaborazione con Tevere Day e Comitato Mura
ha organizzato una camminata Lungo il Tevere da Ponte Testaccio a Ponte Marconi alla scoperta del Porto Fluviale

appuntamento a Ponte Testaccio lato Mattatoio Tour a cura di: Rosario Pavia
Il tour propone un itinerario lungo la riva sinistra del Tevere da Ponte Testaccio a Ponte Marconi.
In un ambiente degradato, ma di grande interesse naturalistico e urbano, si incontreranno complessi architettonici e infrastrutturali importanti: dai resti delle Mura aureliane, al mattatoio, al Ponte dell’industria, al gazometro, al porto fluviale, agli ex Magazzini Generali, al Ponte della scienza, agli impianti industriali dell’Acea, ai lavori in corso di Terna.

Largo Giovanni Battista Marzi, snc Max 50 persone per volta Durata: 120 min.
Accesso: libero per ordine di arrivo Accesso disabili: No
Permesso di fare foto: Si
Prenotazione: tramite il sito di Open House Roma
Fatta eccezione per i tour, gli eventi all’aperto e per i musei (il cui accesso è regolato dal D.L. del 24 marzo 2022), per tutte le visite è richiesto il GREEN PASS base. E’ invece sempre obbligatoria la mascherina chirurgica o FPP2. Consulta le note di ogni visita per eventuali disposizioni aggiuntive fornite dai gestori. In previsione di ulteriori aggiornamenti, ti invitiamo a consultare nuovamente il sito prima di recarti nei luoghi.

Green Table

Forum internazionale su architettura e design per il futuro

20-23 ottobre 2021
Perugia, Auditorium S. Francesco al Prato

Registrati sulla piattaforma per seguire l’evento in diretta streaming >> forum.greentable.it/login 


Green Table è un’iniziativa culturale promossa da Fondazione Giordano e Media Eventi in partnership con l’Istituto Nazionale di Architettura e l’Associazione per il Disegno Industriale.

Obiettivo del forum è la divulgazione di idee, progetti e soluzioni concrete in risposta alle grandi sfide della difesa dell’ambiente e della salute, dalla più piccola alla più grande scala. Dall’ambito del design, all’architettura e l’urbanistica, fino al planning territoriale.

Un evento fisico e digitale che si condensa in quattro giornate, ma abbraccia un anno intero. Green Table chiama a raccolta persone e unisce luoghi distanti attorno a una stessa visione d’insieme. Una panoramica a 360 gradi sulle grandi sfide della contemporaneità.

Green Table si svolge in modalità phygital, attraverso un mix di momenti fisici e digitali resi possibili grazie all’utilizzo di un’innovativa piattaforma cross-mediale accessibile ovunque via web. I singoli panel verranno trasmessi in streaming da Perugia e in differita da diverse città del mondo – tra cui Milano, Amsterdam, Barcellona, Monaco e Shanghai – rappresentative di distretti produttivi e culturali tra i più attivi attorno ai temi della sostenibilità. Previa registrazione all’interno della piattaforma digitale, gli utenti di qualsiasi parte del mondo potranno seguire gratuitamente tutti gli eventi previsti da programma.

Scopri di più e unisciti a noi >> www.greentable.it/

QUALE FUTURO PER LE CITTÀ METROPOLITANE

Tra qualche mese si vota in molte città italiane, che rappresentano anche le principali città metropolitane del Paese. I sindaci eletti a Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna saranno chiamati a governare i territori comunali per i quali saranno votati, ma anche i territori metropolitani di cui faranno parte.

Dal 2014 ci sono in Italia 14 città metropolitane il cui territorio coincide con quello provinciale di cui erano capoluogo, definendo un nuovo ente territoriale che, sostituendo la vecchia Provincia potesse rappresentare, nelle intenzioni originarie del legislatore, un modello innovativo di governo del territorio, oggi purtroppo ancora sostanzialmente inapplicato e tuttora assente dalle priorità dell’agenda politica. Le elezioni amministrative potrebbero rappresentare l’occasione per riportare la questione metropolitana all’attenzione della pubblica opinione.

L’Istituto Nazionale di Architettura vuole raccogliere questa sfida e rilanciare il tema delle città metropolitane, quale fondamentale opportunità di sviluppo delle città e dei territori, proponendosi come spazio di discussione e di confronto, in occasione del rinnovo degli organismi di governo delle maggiori realtà metropolitane del Paese.  

La crisi pandemica ha messo in luce la necessità di realizzare un maggior equilibrio tra comunità antropica e ambiente, tra città e territorio. Anche nella dimensione metropolitana, il tema dominante della transizione ecologica ci impone di utilizzare uno sguardo diverso sulle questioni dello sviluppo e del governo delle trasformazioni territoriali. Cambiano i modi di utilizzare la città e il territorio, ma anche di immaginare il sistema della mobilità, più efficiente e sostenibile ad una scala metropolitana. Cambia il modo di erogare e gestire i servizi pubblici e, in generale, di organizzare la funzione pubblica. Si trasformano gli strumenti di pianificazione territoriale nel rapporto tra dimensione urbana e dimensione metropolitana, muta la capacità dell’architettura di incidere nelle città e nei paesaggi metropolitani in transizione. Cresce infine il livello di consapevolezza dei cittadini nei processi di partecipazione e condivisione delle scelte.

Per tutto questo, l’IN/ARCH intende cogliere la specificità del momento elettorale, ponendosi come interlocutore competente nell’accompagnare questi processi e proponendo un ciclo di iniziative sui territori, incontrando i candidati sindaci, coinvolgendo le comunità, sollecitando la discussione pubblica attraverso l’approfondimento di temi specifici.

Il primo seminario pubblico sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di In/Arch https://www.facebook.com/inarch.it

il 23 luglio alle ore 15:30

Introduce

Andrea Margaritelli – Presidente In/Arch

Intervengono:

Bruno Discepolo, Assessore al governo del territorio, Regione Campania

Fiorenzo Ferlaino, Vicedirettore IRES – Istituto Ricerche Socio Economiche del Piemonte

Ezio Micelli, Docente IUAV Venezia, membro del gruppo di lavoro Rinnovo Urbano del MIT, già Assessore all’Urbanistica del Comune di Venezia

Laura Montedoro, Architetto e docente di Urbanistica, Politecnico di Milano

Rosario Pavia, Architetto e docente di Urbanistica, Università G. D’Annunzio di Pescara

Coordinano

Paola Valentini – Presidente In/Arch Piemonte

Carlo De Luca – Presidente In/Arch Campania