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attività – INARCHLAZIO

In difesa dell’architetto 1

25 gennaio 2023 – Ore 14:30–19:00
Casa dell’Architettura – Piazza Manfredo Fanti, 47 – Roma

Premessa
I “concorsi di architettura” e, più in generale, la tanto invocata “qualità  dell’architettura” sono la grande vittima del nuovo Codice dei contratti pubblici (Dlgs 16 dicembre 2022). I concorsi di architettura non andavano bene già prima. Adesso il nuovo Codice ha, se possibile, peggiorato le cose.
Alcune domande sui concorsi di progettazione
Perché un architetto, che non possegga requisiti di fatturato (può succedere in periodi di crisi come questo) è costretto a ricorrere all’avvalimento per partecipare ad una gara o un concorso, cioè perdere la libertà professionale? Perché per realizzare una piccola opera deve umiliarsi a ricorrere alla garanzia tecnico/economica di “un operatore economico” terzo? Forse perché il
legislatore lo ritiene un incapace? Ma allora come ha fatto il nostro architetto a conseguire una laurea? E se gli architetti non sono più liberi di progettare, chi garantirà ai cittadini, alle nostre città, ai territori, la qualità dell’architettura?
Il Nuovo Codice dei Contratti (Dlgs 16 dic 2022): sarebbe stato meglio che fossero Norme transitorie
Si comprende la necessità di fare presto, di “mettere a terra” i cantieri del PNRR, di realizzare i progetti, di non perdere i soldi dell’Europa. Ma il testo fondamentale dei lavori pubblici, cioè il Codice dei Contratti, dovrebbe avere una struttura stabile e lungimirante. Invece è concepito solo
per risolvere i problemi del momento. Incentiva enormemente l’appalto integrato e le altre formule di realizzazione discrezionale dei lavori. Non c’è più separazione di ruoli tra progettista e appaltatore. A fronte di blandi controlli da parte di una Pubblica amministrazione in difficoltà e che
necessita di una riqualificazione, si dà sostanzialmente una delega in bianco all’esecutore dei lavori. La vittima di tutto ciò rischia di essere come detto la Qualità dell’architettura.

E qualche preoccupazione c’è anche sul lato della trasparenza. La qualità dell’architettura origina solo, e non ci sono altre formule, dal tradizionale e sano contraddittorio tra progettista-direttore dei lavori, che difende la qualità del suo progetto e l’interesse della collettività, da un lato, e l’impresa esecutrice, che ha il legittimo diritto/dovere di fare utili e risparmiare, dall’altro. Far
saltare questi controlli può essere giustificato in casi di somma urgenza, ma non può diventare la normalità di un “Testo Unico”.
Per questo era meglio che fossero norme transitorie.

ORE 14:30 | CHECK/IN dei partecipanti
ORE 14:50 | SALUTI ISTITUZIONALI
Alessandro Panci, Presidente OAR
15:00 | CODICE DEI CONTRATTI E DIFESA DELLA FIGURA CULTURALE E PROFESSIONALE DELL’ARCHITETTO
Marco Vivio, Consigliere OAR
15:20 | UNA LAUREA MAGISTRALE ABILITANTE E DIFESA DELLA FIGURA CULTURALE E PROFESSIONALE DELL’ARCHITETTO
Anna Irene Del Monaco, Consigliera OAR
15:40 | Eugenio Arbizzani, Professore Ordinario Facoltà di Architettura Sapienza, Università di Roma
16:00 | Arturo Cancrini, Avvocato
16:20 | Antonio Ciucci, Presidente ANCE Roma-Acer
16:40 | Alessandra Montenero, Docente master secondo livello Sapienza, Università di Roma
17:00 | Marco Petreschi, progettista, Sapienza Università di Roma
17:20 | Luca Ribichini, presidente Commissione Casa dell’architettura
17:40 | Claudia Ricciardi, Consigliere OAR
18:00 | Susanna Tradati, partner Nemesi Architects, Membro Commissione Linee Guida PFTE
18:20 | Luca Zevi, Vice presidente In/Arch
ORE 18:40 | DIBATTITO E CONCLUSIONI
ORE 19:00 | CHECK/OUT dei partecipanti

locandina

IN/ARCH incontra PIETRO BARUCCI

IN/ARCH incontra PIETRO BARUCCI
70 anni di professione

Premio alla carriera IN/ARCHITETTURA 2020 – Lazio

Martedì 22 novembre ore 16:30 | Roma, Ance sala Colleoni, via G.A. Guattani 16.

Prolusione Alessandra Muntoni

Interventi: Mario Avagnina, Clementina Barucci, Federico Bilò, Antonio Ciucci, Ruggero Lenci, Alessandra Montenero, Simone Ombuen, Maria Luisa Palumbo, Pino Pasquali, Elio Piroddi, Patrizia Pizzinato, Giuseppe Pullara, Franco Purini, Emma Tagliacollo, Marco Vivio, Luca Zevi

Coordina Massimo Locci

Nel corso dell’evento sarà consegnata la targa Premio alla carriera IN/ARCHITETTURA 2020 – Lazio e proiettato il documentario Pietro Barucci Architetto, 70 anni di professione.

Pietro Barucci

Nasce a Roma nel 1922 in una famiglia di artisti, progettisti e costruttori e si laurea nel 1946 con Arnaldo Foschini.

Il suo rapporto con il mondo universitario è conflittuale: si allontana con Muratori, ritorna chiamato da Libera e dopo una breve collaborazione con Quaroni lascia definitivamente l’insegnamento e si dedica alla professione.

Dagli anni Quaranta sviluppa un’intensa attività progettuale in particolare nel campo dell’edilizia residenziale, dell’edilizia scolastica e dell’industrializzazione edilizia, partecipando a vari concorsi e conseguendo importanti riconoscimenti. Negli anni Sessanta e Settanta si occupa di piani urbanistici in Tunisia ed Etiopia. Pragmatico, aggiornato nei linguaggi ma lontano dalle mode, in circa 70 anni di attività Barucci ha sempre creduto nello scambio proficuo tra committenza, impresa realizzatrice e progettista. Ha ottenuto, infatti, Premi IN/ARCH nel 1990 e nel 1992.

Tra le sue opere romane: una elegante palazzina in via Monti Parioli (1948), un edificio in linea nel quartiere INA-Casa al Tuscolano (1950), l’Istituto industriale a Pietralata (1961-70); la sede ENPAM  in via Torino (1962-65); il centro direzionale di piazzale Caravaggio (1963-69); il complesso ISES-IACP di Spinaceto (1965-77); i quartieri residenziali IACP Laurentino 38(1971-84), Torrevecchia (1978-84), Quartaccio (1978-84), i Comparti M4, R5, R11 a Tor Bella Monaca (1980-81), il Piano di Zona Mistica 2. Tutti progetti a grande scala che rappresentano una precisa idea di città contemporanea, sviluppata da Pietro Barucci come tessere di un’ideale città di fondazione.

Tra i progetti in altre città si segnalano: vari quartieri INA-Casa e altri interventi a Livorno, un edificio INCIS a Torino, il Piano Straordinario per l’Edilizia Residenziale di Napoli (1982-92 con Vittorio De Feo) e tra questi gli interventi di riqualificazione degli ambiti di Taverna del Ferro, di Pazzigno e segnatamente di Barra, dove sperimenta una interessante integrazione tra recupero dei centri storici e integrazioni moderne.

Si è molto discusso in questi anni su come sarebbe potuta essere la facoltà di Architettura se, agli inizi degli anni ’60, si fossero sostenuti i progettisti veri, come lo era sicuramente Barucci, rispetto ai teorici della progettazione come Tafuri, che prese il suo posto come assistente di Ludovico Quaroni.

In verità egli è stato realmente ‘docente’ fuori dalla facoltà. Nel suo studio, infatti, collaborarono e si formarono intere generazioni di architetti, talvolta coetanei come Beata Di Gaddo, Ugo Sacco e Vittorio De Feo, o più giovani come Paolo Silvagni, Patrizia Pizzinato, Mario Avagnina, Simone Ombuen.

In una recente intervista sul Corriere della sera Giuseppe Pullara gli chiedeva quali fossero i suoi obiettivi a 98 anni e in un periodo di pandemia. «Sentirmi responsabile di me stesso lanciando lo sguardo in avanti: in fondo, continuo nella dimensione del progettare. Bisogna lasciare da parte i pensieri negativi».

@Foto R. Lenci Roma 1963-68 Centro direzionale di piazzale Caravaggio

 

riflessifilmati

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.

i lunedì dell’architettura

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.
Il collegamento di Torresina con il parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

lunedì 7 novembre 2022 – ore 19,00 – ANCE Roma – ACER – via di Villa Patrizi 11, Roma

Antonio Ciucci, Presidente ANCE Roma – ACER
Marco Vivio, vice Presidente IN/ARCH Lazio
Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità Roma Capitale
Olimpia Troili, Assessora Trasporti, Mobilità Sostenibile e Pari Opportunità e Sport Municipio XIV
Alessandra Bonfanti, Responsabile Nazionale per la mobilità dolce Legambiente
Simone Ferretti, Progettista prolungamenti del parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

modera Valentina Piscitelli, consiglio direttivo IN/ARCH Lazio

Interventi programmati di: Nico Savarese, Socio fondatore dell’Associazione Biennale dello Spazio Pubblico che avrà per tema 2023 proprio “Spazi pubblici e prossimità”; Mattia Darò, architetto coordinatore del Concorso IN/ARCH Lazio e OAR di “PROGETTAZIONE PER OPERE DI PEDONALIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE NEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II” a seguito del quale il Lotto 1, viale XVII Olimpiade è stato inserito nel piano città 15 minuti; Massimo Paolini, Presidente del CdQ Torresina e Associazioni limitrofe.

Iniziativa realizzata in collaborazione con: EDILPIEMME

un particolare ringraziamento per la registrazione video a Massimiliano Pacchi

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.

i lunedì dell’architettura

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo sviluppo.
Il collegamento di Torresina con il parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

lunedì 7 novembre 2022 – ore 19,00 – ANCE Roma – ACER – via di Villa Patrizi 11, Roma

Antonio Ciucci, Presidente ANCE Roma – ACER
Marco Vivio, vice Presidente IN/ARCH Lazio
Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità Roma Capitale
Olimpia Troili, Assessora Trasporti, Mobilità Sostenibile e Pari Opportunità e Sport Municipio XIV
Alessandra Bonfanti, Responsabile Nazionale per la mobilità dolce Legambiente
Pietro Buffa, Direttore Generale della formazione del Ministero della Giustizia e Direttore della Scuola Superiore dell’esecuzione penale “Piersanti Mattarella” (in attesa di conferma)
Simone Ferretti, Progettista prolungamenti del parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

modera Valentina Piscitelli, consiglio direttivo IN/ARCH Lazio

Interventi programmati di: Nico Savarese, Socio fondatore dell’Associazione Biennale dello Spazio Pubblico che avrà per tema 2023 proprio “Spazi pubblici e prossimità”; Mattia Darò, architetto coordinatore del Concorso IN/ARCH Lazio e OAR di “PROGETTAZIONE PER OPERE DI PEDONALIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE NEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II” a seguito del quale il Lotto 1, viale XVII Olimpiade è stato inserito nel piano città 15 minuti; Massimo Paolini, Presidente del CdQ Torresina e Associazioni limitrofe.

Iniziativa realizzata in collaborazione con:   

invito

#CONCORSIDIPROGETTAZIONE: IL CONFRONTO SIA TRA PROGETTI E NON TRA FATTURATI

Istituto Nazionale di Architettura IN/ARCH ha lanciato questa petizione
Il “concorso” PNRR “Futura” per 212 scuole, bandito dal Ministero dell’Istruzione, attualmente in fase di svolgimento, si è rivelato un appalto di servizi mascherato da concorso.

Per l’Istituto Nazionale di Architettura ci sono nel bando due aspetti molto problematici per le conseguenze su quella qualità dell’architettura che si pretende di promuovere:

1. L’accorpamento innaturale di 212 scuole, cioè piccole opere, che dovrebbero essere invece oggetto di singole procedure di concorso di progettazione e relativo appalto di realizzazione;

2. La richiesta, ai progettisti vincitori per ciascun singolo istituto, di pre/post requisiti di tipo economico e imprenditoriale (fatturato, lavori di punta, lavori analoghi, fideiussioni assicurative, ecc.) e l’obbligo, in mancanza degli stessi, di ricorrere all’istituto dell’avvalimento.

Ritenere che, per progettare una scuola, siano necessari quei requisiti equivale ad affermare che il 95% dei progettisti italiani risulta privo di capacità “professionali” per assolvere a questo tipo di incarico.

A giustificare la “tutela” cui sono sottoposti i progettisti italiani viene portata avanti l’idea di una presunta inadeguatezza strutturale (riferita a fatturati, esperienze in progettazioni analoghe ecc,) ad affrontare qualsivoglia tema progettuale.

Affermazione sconcertante che, se corrispondesse alla realtà, imporrebbe un’immediata verifica dell’attività di formazione svolta dalle Università e, nel caso, una loro ristrutturazione profonda.

Il concorso “Futura” mentre ammette tutti i progettisti (architetti e ingegneri) a partecipare alla competizione pretende – contrariamente a quanto accade nei concorsi di progettazione banditi in tutti i Paesi europei – di sottoporre i vincitori ad una sorta di tutela a garanzia di una ipotetica capacità finanziario-organizzativa necessaria per condurre in porto l’incarico.

La qualità dell’Architettura la si persegue con concorsi che pongono al centro della procedura il confronto tra scelte progettuali alternative e non fatturati o dimensioni dello studio professionale.

Nella storia dell’Architettura moderna e contemporanea molti dei più importanti progetti – dal Sanatorio di Paimio di Aino Maria e Alvar Aalto, al Centre Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers solo per citarne alcuni – sono stati realizzati grazie a concorsi che hanno saputo premiare la qualità dei progetti, seppur redatti da progettisti poco più che trentenni, senza dover declinare fatturati, “solidità finanziarie” o esperienze precedenti sugli stessi temi progettuali.

Proprio il carattere “insidioso” del concorso “Futura” ha indotto una riflessione sulla necessità di una revisione del Codice dei Contratti Pubblici.

Per l’Istituto Nazionale di Architettura la regolamentazione della progettazione delle opere pubbliche deve prevedere:

• che le opere pubbliche sotto soglia comunitaria vengano sottoposte sempre dalla Pubbliche Amministrazioni a liberi concorsi di progettazione e non a gare d’appalto di servizi.

Una scuola (restando all’esempio citato) deve essere oggetto di un singolo concorso di progettazione, senza prerequisiti che non siano la laurea e l’abilitazione professionale, e tantopiù senza obblighi di avvalimento.

• che la Direzione dei lavori sia affidata prioritariamente al progettista, reintroducendo nei cantieri il sano contraddittorio tra la Direzione dei lavori, rappresentante della committenza e naturale responsabile della fedeltà dell’edificio realizzato al progetto architettonico, e l’Impresa appaltatrice, ovvero la dinamica dalla quale è sempre scaturita la qualità dell’architettura, evitando commistioni improprie tra progettista ed impresa esecutrice del tipo Concessione o Global Service.

L’Istituto Nazionale di Architettura – IN/ARCH, che nei suoi quasi settant’anni di vita ha sempre sostenuto la qualità dell’architettura tanto in fase di redazione del progetto, quanto in fase di realizzazione, propone a tutti coloro che hanno a cuore la qualità delle trasformazioni fisiche dei territori e degli ambienti di vita, di far propri questi obiettivi sottoscrivendo il presente appello, che verrà trasmesso alle istituzioni competenti e adeguatamente diffuso per sensibilizzare l’opinione pubblica.

FIRMA LA PETIZIONE

APPELLO – CONCORSI DI PROGETTAZIONE: IL CONFRONTO SIA TRA PROGETTI E NON TRA FATTURATI

ISTITUTO NAZIONALE DI ARCHITETTURA (INARCH)
APPELLO
CONCORSI DI PROGETTAZIONE: IL CONFRONTO SIA TRA PROGETTI E NON TRA FATTURATI

Il “concorso” PNRR “Futura” per 212 scuole, bandito dal Ministero dell’Istruzione, attualmente in fase di svolgimento, si è rivelato un appalto di servizi mascherato da concorso.

Per l’Istituto Nazionale di Architettura ci sono nel bando due aspetti molto problematici per le conseguenze su quella qualità dell’architettura che si pretende di promuovere:

1. L’accorpamento innaturale di 212 scuole, cioè piccole opere, che dovrebbero essere invece oggetto di singole procedure di concorso di progettazione e relativo appalto di realizzazione;
2. La richiesta, ai progettisti vincitori per ciascun singolo istituto, di pre/post requisiti di tipo economico e imprenditoriale (fatturato, lavori di punta, lavori analoghi, fideiussioni assicurative, ecc.) e l’obbligo, in mancanza degli stessi, di ricorrere all’istituto dell’avvalimento.

Ritenere che, per progettare una scuola, siano necessari quei requisiti equivale ad affermare che il 95% dei progettisti italiani risulta privo di capacità “professionali” per assolvere a questo tipo di incarico.

A giustificare la “tutela” cui sono sottoposti i progettisti italiani viene portata avanti l’idea di una presunta inadeguatezza strutturale (riferita a fatturati, esperienze in progettazioni analoghe ecc,) ad affrontare qualsivoglia tema progettuale.

Affermazione sconcertante che, se corrispondesse alla realtà, imporrebbe un’immediata verifica dell’attività di formazione svolta dalle Università e, nel caso, una loro ristrutturazione profonda.

Il concorso “Futura” mentre ammette tutti i progettisti (architetti e ingegneri) a partecipare alla competizione pretende – contrariamente a quanto accade nei concorsi di progettazione banditi in tutti i Paesi europei – di sottoporre i vincitori ad una sorta di tutela a garanzia di una ipotetica capacità finanziario-organizzativa necessaria per condurre in porto l’incarico.

La qualità dell’Architettura la si persegue con concorsi che pongono al centro della procedura il confronto tra scelte progettuali alternative e non fatturati o dimensioni dello studio professionale.

Nella storia dell’Architettura moderna e contemporanea molti dei più importanti progetti – dal Sanatorio di Paimio di Aino AlvarAalto al Centre Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers solo per citarne alcuni – sono stati realizzati grazie a concorsi che hanno saputo premiare la qualità dei progetti, seppur redatti da progettisti poco più che trentenni, senza dover declinare fatturati, “solidità finanziarie” o esperienze precedenti sugli stessi temi progettuali.

Proprio il carattere “insidioso” del concorso “Futura” ha indotto una riflessione sulla necessità di una revisione del Codice dei Contratti Pubblici.
Per l’Istituto Nazionale di Architettura la regolamentazione della progettazione delle opere pubbliche deve prevedere:

• che le opere pubbliche sotto soglia comunitaria vengano sottoposte sempre dalla Pubbliche Amministrazioni a liberi concorsi di progettazione e non a gare d’appalto di servizi.
Una scuola (restando all’esempio citato) deve essere oggetto di un singolo concorso di progettazione, senza prerequisiti che non siano la laurea e l’abilitazione professionale, e tantopiù senza obblighi di avvalimento.
• che la Direzione dei lavori sia affidata prioritariamente al progettista, reintroducendo nei cantieri il sano contraddittorio tra la Direzione dei lavori, rappresentante della committenza e naturale responsabile della fedeltà dell’edificio realizzato al progetto architettonico, e l’Impresa appaltatrice, ovvero la dinamica dalla quale è sempre scaturita la qualità dell’architettura, evitando commistioni improprie tra progettista ed impresa esecutrice del tipo Concessione o Global Service.

L’Istituto Nazionale di Architettura (Inarch), che nei suoi quasi settant’anni di vita ha sempre sostenuto la qualità dell’architettura tanto in fase di redazione del progetto, quanto in fase di realizzazione, propone a tutti coloro che hanno a cuore la qualità delle trasformazioni fisiche dei territori e degli ambienti di vita, di far propri questi obiettivi sottoscrivendo il presente appello, che verrà trasmesso alle istituzioni competenti e adeguatamente diffuso per sensibilizzare l’opinione pubblica.

CONVENTO E GIARDINO DI PALAZZOLA SUL LAGO DI CASTELGANDOLFO

L’Accademia Angelico Costantiniana di Lettere Arti e Scienze in collaborazione con IN/ARCH Lazio

promuovono le
Passeggiate dell’Accademia Angelico Costantiniana di Lettere Arti e Scienze
SABATO 28 MAGGIO ore 17,45
Via dei Laghi al km. 10,800
CONVENTO E GIARDINO DI PALAZZOLA SUL LAGO DI CASTELGANDOLFO

A picco sul lago, il complesso dell’Abbazia di Palazzola ha una storia assolutamente unica da raccontare: stazione di sosta degli imperatori romani nel loro viaggio in direzione del santuario di Giove Laziale sul Monte Cavo, sorge secondo l’ipotesi di alcuni studiosi sul sito dell’antica Albalonga, da altri studiosi identificata invece con l’attuale Castelgandolfo. Fu Convento conteso fra cluniacensi, cistercensi e certosini nel Medioevo, e infine affidato alla reggenza del cardinal Girolamo Colonna dopo il 1626. Come uno scrigno da decifrare in una progressiva scoperta, oltre alla chiesa di S. Maria ad Nives (XIII secolo), il complesso nasconde un Chiostro, un refettorio ornato da decorazioni durante l’ultimo conflitto mondiale, essendo sede di un comando tedesco, e poi la gemma di un giardino settecentesco, a picco sul lago, mirabilmente quadripartito e sospeso fra lo strapiombo e le rupi sovrastanti. Il giardino rientra fra gli interventi settecenteschi nel complesso promossi dal cardinale portoghese Josè Maria de Fonseca de Evora, e realizzati dall’architetto Gian Domenico Navone. Alle spalle dell’edificio, in alto su un pianoro, il sepolcro di un console romano, ornato dal caratteristico fascio di verghe.

Appuntamento SABATO 28 MAGGIO alle ore 17,45 in Via dei Laghi al km. 10,800, per svolgere le formalità di rito ed entrare al complesso per le ORE 18 COME ARRIVARE: percorrendo da Roma la via dei Laghi, SUPERARE L’INCROCIO che a sinistra porta a Marino, e a destra in direzione di Castelgandolfo. PROSEGUENDO la via dei Laghi, SUPERARE il bivio a destra di via Spiaggia del Lago, e rimanendo in alto sulla via dei Laghi, COSTEGGIARE il lago di Castelgandolfo che si trova sulla DESTRA, IN BASSO. Al km. 10,800 SVOLTARE A DESTRA, su una stradina che scende in direzione del complesso di Palazzola, e PARCHEGGIARE NELLA PIAZZOLA alla vostra SINISTRA. CI TROVIAMO QUI, ci raccogliamo e andiamo insieme A PIEDI per qualche decina di metri fino al complesso.

Quota visita: 15 Euro + Euro 10 per contributo d’ingresso INFO: 3397636688

ALESSANDRO MAZZA – CURRICULUM VITAE
Alessandro Mazza è curatore assieme al Prof. Marcello Fagiolo di un volume, in corso di preparazione, sui Monti Parioli a Roma, che ripercorre la storia dell’area con le sue testimonianze storiche, architettoniche e monumentali (Ed. Artemide, per la collana sui Colli di Roma).
E’ fra gli autori di Architettura e Museologia Liquida (volume curato da A. M. Cavallati, S. Colonna, M. Ramadori, L. Simonetti), con il saggio Oggetto instabile e post-storia. L’ “imprigionamento” nel virtuale – Il MONA, Museum of Old and New Art di Hobart, Tasmania.
E’ autore del volume Le ville scomparse a Roma. Preesistenze antiche e ville storiche: permanenze e trasformazioni 1570-1870, Ginevra Bentivoglio editore, Roma
E’ stato nominato nel Dicembre 2016 membro del Comitato scientifico di una Mostra sulla PALAZZINA ROMANA, organizzata dall’ Ordine degli Architetti di Roma (e attualmente sospesa), e ha partecipato alla relativa Giornata di studi all’Acquario Romano (14 Settembre 2017).
Ha pubblicato (Settembre 2016) come curatore, sempre assieme al prof. Marcello Fagiolo, il volume a più voci Monte Mario. Dal medioevo alle idee di parco (Ed. Artemide) al cui interno è autore anche di vari saggi.

Ha conseguito il suo Dottorato di ricerca in Storia dell’Architettura alla Facoltà di Architettura “La Sapienza” di Roma (27th ciclo, 2011 – 2015), il 13 Giugno 2016.Ha insegnato Storia dell’Architettura contemporanea alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Arezzo (anno accademico 2009 – 2010).
Ha insegnato nella primavera 2012 in un corso dal titolo Giardino Parco Paesaggio – Storia Idea Progetto all’Istituto Quasar di Roma, discutendo la storia e la filosofia del giardino dall’antichità ad oggi.
Ha lavorato con il Professor Marcello Fagiolo presso il Centro di Studi sulla cultura e l’immagine di Roma dal 1999, fra le altre cose all’ Atlante del Barocco/ Provincia di Roma (con un saggio, 2002) e al Convegno L’Aventino dal Rinascimento all’età moderna presso l’Istituto di Studi Romani, Novembre 2008 (con due saggi, pubblicati nel 2010).
Dal 1999 al 2006 è stato incaricato di ricerca presso l’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), per un’indagine complessiva su architetti e ingegneri operanti a Roma dal 1870 al 1970, con pubblicazione della correlata monografia Roma Architetture Biografie 1870 – 1970.
E’ autore nel volume di 500 voci biografiche per altrettanti professionisti, perlopiù sconosciuti sino ad ora, e ha portato alla luce una vasta produzione architettonica, attraverso lo studio di archivi pubblici e privati. Anna Paola Briganti è stata il suo Coordinatore di Ricerca, per conto del Servizio Architettonico dell’ICCD.
Dal 2000 al 2009 si è occupato di giardini italiani fra XVIII e XX secolo per l’Ufficio Studi del Ministero per i beni e le attività culturali, redigendo numerose voci per la sezione Lazio dell’Atlante del giardino italiano 1750 – 1940, curato dal Prof. Vincenzo Cazzato).
Fra 1998 e 2008 lavora sull’opera e la figura di Tomaso Buzzi, ed è uno degli autori del saggio Tomaso Buzzi. Architettura e cerimonia, parte della complessiva monografia Tomaso Buzzi. Il principe degli architetti 1900-1981 (volume curato da A. G. Cassani, Electa, 2008).
E’ fra i relatori del Convegno L’altra Modernità, tenuto alla facoltà di Architettura “La Sapienza”, Roma (2007), con un contributo sull’architetto MARIO LORETI (pubblicato, 2010). I suoi campi di interesse spaziano dall’Architettura Moderna e Contemporanea al paesaggio umano e alla storia del giardino, in Italia e fuori, dal XVI secolo a oggi.

Lungo il Tevere da Ponte Testaccio a Ponte Marconi

Domenica 22.05.2022 ‐ ore 10.15

nell’ambito dell’edizione 2022 di OPEN HOUSE ROMA
IN/ARCH Lazio, in collaborazione con Tevere Day e Comitato Mura
ha organizzato una camminata Lungo il Tevere da Ponte Testaccio a Ponte Marconi alla scoperta del Porto Fluviale

appuntamento a Ponte Testaccio lato Mattatoio Tour a cura di: Rosario Pavia
Il tour propone un itinerario lungo la riva sinistra del Tevere da Ponte Testaccio a Ponte Marconi.
In un ambiente degradato, ma di grande interesse naturalistico e urbano, si incontreranno complessi architettonici e infrastrutturali importanti: dai resti delle Mura aureliane, al mattatoio, al Ponte dell’industria, al gazometro, al porto fluviale, agli ex Magazzini Generali, al Ponte della scienza, agli impianti industriali dell’Acea, ai lavori in corso di Terna.

Largo Giovanni Battista Marzi, snc Max 50 persone per volta Durata: 120 min.
Accesso: libero per ordine di arrivo Accesso disabili: No
Permesso di fare foto: Si
Prenotazione: tramite il sito di Open House Roma
Fatta eccezione per i tour, gli eventi all’aperto e per i musei (il cui accesso è regolato dal D.L. del 24 marzo 2022), per tutte le visite è richiesto il GREEN PASS base. E’ invece sempre obbligatoria la mascherina chirurgica o FPP2. Consulta le note di ogni visita per eventuali disposizioni aggiuntive fornite dai gestori. In previsione di ulteriori aggiornamenti, ti invitiamo a consultare nuovamente il sito prima di recarti nei luoghi.

Green Table

Forum internazionale su architettura e design per il futuro

20-23 ottobre 2021
Perugia, Auditorium S. Francesco al Prato

Registrati sulla piattaforma per seguire l’evento in diretta streaming >> forum.greentable.it/login 


Green Table è un’iniziativa culturale promossa da Fondazione Giordano e Media Eventi in partnership con l’Istituto Nazionale di Architettura e l’Associazione per il Disegno Industriale.

Obiettivo del forum è la divulgazione di idee, progetti e soluzioni concrete in risposta alle grandi sfide della difesa dell’ambiente e della salute, dalla più piccola alla più grande scala. Dall’ambito del design, all’architettura e l’urbanistica, fino al planning territoriale.

Un evento fisico e digitale che si condensa in quattro giornate, ma abbraccia un anno intero. Green Table chiama a raccolta persone e unisce luoghi distanti attorno a una stessa visione d’insieme. Una panoramica a 360 gradi sulle grandi sfide della contemporaneità.

Green Table si svolge in modalità phygital, attraverso un mix di momenti fisici e digitali resi possibili grazie all’utilizzo di un’innovativa piattaforma cross-mediale accessibile ovunque via web. I singoli panel verranno trasmessi in streaming da Perugia e in differita da diverse città del mondo – tra cui Milano, Amsterdam, Barcellona, Monaco e Shanghai – rappresentative di distretti produttivi e culturali tra i più attivi attorno ai temi della sostenibilità. Previa registrazione all’interno della piattaforma digitale, gli utenti di qualsiasi parte del mondo potranno seguire gratuitamente tutti gli eventi previsti da programma.

Scopri di più e unisciti a noi >> www.greentable.it/