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i lunedì dell’architettura – INARCHLAZIO

In difesa dell’architetto 1

25 gennaio 2023 – Ore 14:30–19:00
Casa dell’Architettura – Piazza Manfredo Fanti, 47 – Roma

Premessa
I “concorsi di architettura” e, più in generale, la tanto invocata “qualità  dell’architettura” sono la grande vittima del nuovo Codice dei contratti pubblici (Dlgs 16 dicembre 2022). I concorsi di architettura non andavano bene già prima. Adesso il nuovo Codice ha, se possibile, peggiorato le cose.
Alcune domande sui concorsi di progettazione
Perché un architetto, che non possegga requisiti di fatturato (può succedere in periodi di crisi come questo) è costretto a ricorrere all’avvalimento per partecipare ad una gara o un concorso, cioè perdere la libertà professionale? Perché per realizzare una piccola opera deve umiliarsi a ricorrere alla garanzia tecnico/economica di “un operatore economico” terzo? Forse perché il
legislatore lo ritiene un incapace? Ma allora come ha fatto il nostro architetto a conseguire una laurea? E se gli architetti non sono più liberi di progettare, chi garantirà ai cittadini, alle nostre città, ai territori, la qualità dell’architettura?
Il Nuovo Codice dei Contratti (Dlgs 16 dic 2022): sarebbe stato meglio che fossero Norme transitorie
Si comprende la necessità di fare presto, di “mettere a terra” i cantieri del PNRR, di realizzare i progetti, di non perdere i soldi dell’Europa. Ma il testo fondamentale dei lavori pubblici, cioè il Codice dei Contratti, dovrebbe avere una struttura stabile e lungimirante. Invece è concepito solo
per risolvere i problemi del momento. Incentiva enormemente l’appalto integrato e le altre formule di realizzazione discrezionale dei lavori. Non c’è più separazione di ruoli tra progettista e appaltatore. A fronte di blandi controlli da parte di una Pubblica amministrazione in difficoltà e che
necessita di una riqualificazione, si dà sostanzialmente una delega in bianco all’esecutore dei lavori. La vittima di tutto ciò rischia di essere come detto la Qualità dell’architettura.

E qualche preoccupazione c’è anche sul lato della trasparenza. La qualità dell’architettura origina solo, e non ci sono altre formule, dal tradizionale e sano contraddittorio tra progettista-direttore dei lavori, che difende la qualità del suo progetto e l’interesse della collettività, da un lato, e l’impresa esecutrice, che ha il legittimo diritto/dovere di fare utili e risparmiare, dall’altro. Far
saltare questi controlli può essere giustificato in casi di somma urgenza, ma non può diventare la normalità di un “Testo Unico”.
Per questo era meglio che fossero norme transitorie.

ORE 14:30 | CHECK/IN dei partecipanti
ORE 14:50 | SALUTI ISTITUZIONALI
Alessandro Panci, Presidente OAR
15:00 | CODICE DEI CONTRATTI E DIFESA DELLA FIGURA CULTURALE E PROFESSIONALE DELL’ARCHITETTO
Marco Vivio, Consigliere OAR
15:20 | UNA LAUREA MAGISTRALE ABILITANTE E DIFESA DELLA FIGURA CULTURALE E PROFESSIONALE DELL’ARCHITETTO
Anna Irene Del Monaco, Consigliera OAR
15:40 | Eugenio Arbizzani, Professore Ordinario Facoltà di Architettura Sapienza, Università di Roma
16:00 | Arturo Cancrini, Avvocato
16:20 | Antonio Ciucci, Presidente ANCE Roma-Acer
16:40 | Alessandra Montenero, Docente master secondo livello Sapienza, Università di Roma
17:00 | Marco Petreschi, progettista, Sapienza Università di Roma
17:20 | Luca Ribichini, presidente Commissione Casa dell’architettura
17:40 | Claudia Ricciardi, Consigliere OAR
18:00 | Susanna Tradati, partner Nemesi Architects, Membro Commissione Linee Guida PFTE
18:20 | Luca Zevi, Vice presidente In/Arch
ORE 18:40 | DIBATTITO E CONCLUSIONI
ORE 19:00 | CHECK/OUT dei partecipanti

locandina

riflessifilmati

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.

i lunedì dell’architettura

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.
Il collegamento di Torresina con il parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

lunedì 7 novembre 2022 – ore 19,00 – ANCE Roma – ACER – via di Villa Patrizi 11, Roma

Antonio Ciucci, Presidente ANCE Roma – ACER
Marco Vivio, vice Presidente IN/ARCH Lazio
Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità Roma Capitale
Olimpia Troili, Assessora Trasporti, Mobilità Sostenibile e Pari Opportunità e Sport Municipio XIV
Alessandra Bonfanti, Responsabile Nazionale per la mobilità dolce Legambiente
Simone Ferretti, Progettista prolungamenti del parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

modera Valentina Piscitelli, consiglio direttivo IN/ARCH Lazio

Interventi programmati di: Nico Savarese, Socio fondatore dell’Associazione Biennale dello Spazio Pubblico che avrà per tema 2023 proprio “Spazi pubblici e prossimità”; Mattia Darò, architetto coordinatore del Concorso IN/ARCH Lazio e OAR di “PROGETTAZIONE PER OPERE DI PEDONALIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE NEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II” a seguito del quale il Lotto 1, viale XVII Olimpiade è stato inserito nel piano città 15 minuti; Massimo Paolini, Presidente del CdQ Torresina e Associazioni limitrofe.

Iniziativa realizzata in collaborazione con: EDILPIEMME

un particolare ringraziamento per la registrazione video a Massimiliano Pacchi

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo.

i lunedì dell’architettura

Mobilità dolce e città 15 minuti. Prossimità come occasione di sviluppo sviluppo.
Il collegamento di Torresina con il parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

lunedì 7 novembre 2022 – ore 19,00 – ANCE Roma – ACER – via di Villa Patrizi 11, Roma

Antonio Ciucci, Presidente ANCE Roma – ACER
Marco Vivio, vice Presidente IN/ARCH Lazio
Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità Roma Capitale
Olimpia Troili, Assessora Trasporti, Mobilità Sostenibile e Pari Opportunità e Sport Municipio XIV
Alessandra Bonfanti, Responsabile Nazionale per la mobilità dolce Legambiente
Pietro Buffa, Direttore Generale della formazione del Ministero della Giustizia e Direttore della Scuola Superiore dell’esecuzione penale “Piersanti Mattarella” (in attesa di conferma)
Simone Ferretti, Progettista prolungamenti del parco lineare ciclopedonale Monte Ciocci – S. Filippo Neri

modera Valentina Piscitelli, consiglio direttivo IN/ARCH Lazio

Interventi programmati di: Nico Savarese, Socio fondatore dell’Associazione Biennale dello Spazio Pubblico che avrà per tema 2023 proprio “Spazi pubblici e prossimità”; Mattia Darò, architetto coordinatore del Concorso IN/ARCH Lazio e OAR di “PROGETTAZIONE PER OPERE DI PEDONALIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE NEL TERRITORIO DEL MUNICIPIO II” a seguito del quale il Lotto 1, viale XVII Olimpiade è stato inserito nel piano città 15 minuti; Massimo Paolini, Presidente del CdQ Torresina e Associazioni limitrofe.

Iniziativa realizzata in collaborazione con:   

invito

#CONCORSIDIPROGETTAZIONE: IL CONFRONTO SIA TRA PROGETTI E NON TRA FATTURATI

Istituto Nazionale di Architettura IN/ARCH ha lanciato questa petizione
Il “concorso” PNRR “Futura” per 212 scuole, bandito dal Ministero dell’Istruzione, attualmente in fase di svolgimento, si è rivelato un appalto di servizi mascherato da concorso.

Per l’Istituto Nazionale di Architettura ci sono nel bando due aspetti molto problematici per le conseguenze su quella qualità dell’architettura che si pretende di promuovere:

1. L’accorpamento innaturale di 212 scuole, cioè piccole opere, che dovrebbero essere invece oggetto di singole procedure di concorso di progettazione e relativo appalto di realizzazione;

2. La richiesta, ai progettisti vincitori per ciascun singolo istituto, di pre/post requisiti di tipo economico e imprenditoriale (fatturato, lavori di punta, lavori analoghi, fideiussioni assicurative, ecc.) e l’obbligo, in mancanza degli stessi, di ricorrere all’istituto dell’avvalimento.

Ritenere che, per progettare una scuola, siano necessari quei requisiti equivale ad affermare che il 95% dei progettisti italiani risulta privo di capacità “professionali” per assolvere a questo tipo di incarico.

A giustificare la “tutela” cui sono sottoposti i progettisti italiani viene portata avanti l’idea di una presunta inadeguatezza strutturale (riferita a fatturati, esperienze in progettazioni analoghe ecc,) ad affrontare qualsivoglia tema progettuale.

Affermazione sconcertante che, se corrispondesse alla realtà, imporrebbe un’immediata verifica dell’attività di formazione svolta dalle Università e, nel caso, una loro ristrutturazione profonda.

Il concorso “Futura” mentre ammette tutti i progettisti (architetti e ingegneri) a partecipare alla competizione pretende – contrariamente a quanto accade nei concorsi di progettazione banditi in tutti i Paesi europei – di sottoporre i vincitori ad una sorta di tutela a garanzia di una ipotetica capacità finanziario-organizzativa necessaria per condurre in porto l’incarico.

La qualità dell’Architettura la si persegue con concorsi che pongono al centro della procedura il confronto tra scelte progettuali alternative e non fatturati o dimensioni dello studio professionale.

Nella storia dell’Architettura moderna e contemporanea molti dei più importanti progetti – dal Sanatorio di Paimio di Aino Maria e Alvar Aalto, al Centre Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers solo per citarne alcuni – sono stati realizzati grazie a concorsi che hanno saputo premiare la qualità dei progetti, seppur redatti da progettisti poco più che trentenni, senza dover declinare fatturati, “solidità finanziarie” o esperienze precedenti sugli stessi temi progettuali.

Proprio il carattere “insidioso” del concorso “Futura” ha indotto una riflessione sulla necessità di una revisione del Codice dei Contratti Pubblici.

Per l’Istituto Nazionale di Architettura la regolamentazione della progettazione delle opere pubbliche deve prevedere:

• che le opere pubbliche sotto soglia comunitaria vengano sottoposte sempre dalla Pubbliche Amministrazioni a liberi concorsi di progettazione e non a gare d’appalto di servizi.

Una scuola (restando all’esempio citato) deve essere oggetto di un singolo concorso di progettazione, senza prerequisiti che non siano la laurea e l’abilitazione professionale, e tantopiù senza obblighi di avvalimento.

• che la Direzione dei lavori sia affidata prioritariamente al progettista, reintroducendo nei cantieri il sano contraddittorio tra la Direzione dei lavori, rappresentante della committenza e naturale responsabile della fedeltà dell’edificio realizzato al progetto architettonico, e l’Impresa appaltatrice, ovvero la dinamica dalla quale è sempre scaturita la qualità dell’architettura, evitando commistioni improprie tra progettista ed impresa esecutrice del tipo Concessione o Global Service.

L’Istituto Nazionale di Architettura – IN/ARCH, che nei suoi quasi settant’anni di vita ha sempre sostenuto la qualità dell’architettura tanto in fase di redazione del progetto, quanto in fase di realizzazione, propone a tutti coloro che hanno a cuore la qualità delle trasformazioni fisiche dei territori e degli ambienti di vita, di far propri questi obiettivi sottoscrivendo il presente appello, che verrà trasmesso alle istituzioni competenti e adeguatamente diffuso per sensibilizzare l’opinione pubblica.

FIRMA LA PETIZIONE

QUALE FUTURO PER LE CITTÀ METROPOLITANE

Tra qualche mese si vota in molte città italiane, che rappresentano anche le principali città metropolitane del Paese. I sindaci eletti a Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna saranno chiamati a governare i territori comunali per i quali saranno votati, ma anche i territori metropolitani di cui faranno parte.

Dal 2014 ci sono in Italia 14 città metropolitane il cui territorio coincide con quello provinciale di cui erano capoluogo, definendo un nuovo ente territoriale che, sostituendo la vecchia Provincia potesse rappresentare, nelle intenzioni originarie del legislatore, un modello innovativo di governo del territorio, oggi purtroppo ancora sostanzialmente inapplicato e tuttora assente dalle priorità dell’agenda politica. Le elezioni amministrative potrebbero rappresentare l’occasione per riportare la questione metropolitana all’attenzione della pubblica opinione.

L’Istituto Nazionale di Architettura vuole raccogliere questa sfida e rilanciare il tema delle città metropolitane, quale fondamentale opportunità di sviluppo delle città e dei territori, proponendosi come spazio di discussione e di confronto, in occasione del rinnovo degli organismi di governo delle maggiori realtà metropolitane del Paese.  

La crisi pandemica ha messo in luce la necessità di realizzare un maggior equilibrio tra comunità antropica e ambiente, tra città e territorio. Anche nella dimensione metropolitana, il tema dominante della transizione ecologica ci impone di utilizzare uno sguardo diverso sulle questioni dello sviluppo e del governo delle trasformazioni territoriali. Cambiano i modi di utilizzare la città e il territorio, ma anche di immaginare il sistema della mobilità, più efficiente e sostenibile ad una scala metropolitana. Cambia il modo di erogare e gestire i servizi pubblici e, in generale, di organizzare la funzione pubblica. Si trasformano gli strumenti di pianificazione territoriale nel rapporto tra dimensione urbana e dimensione metropolitana, muta la capacità dell’architettura di incidere nelle città e nei paesaggi metropolitani in transizione. Cresce infine il livello di consapevolezza dei cittadini nei processi di partecipazione e condivisione delle scelte.

Per tutto questo, l’IN/ARCH intende cogliere la specificità del momento elettorale, ponendosi come interlocutore competente nell’accompagnare questi processi e proponendo un ciclo di iniziative sui territori, incontrando i candidati sindaci, coinvolgendo le comunità, sollecitando la discussione pubblica attraverso l’approfondimento di temi specifici.

Il primo seminario pubblico sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di In/Arch https://www.facebook.com/inarch.it

il 23 luglio alle ore 15:30

Introduce

Andrea Margaritelli – Presidente In/Arch

Intervengono:

Bruno Discepolo, Assessore al governo del territorio, Regione Campania

Fiorenzo Ferlaino, Vicedirettore IRES – Istituto Ricerche Socio Economiche del Piemonte

Ezio Micelli, Docente IUAV Venezia, membro del gruppo di lavoro Rinnovo Urbano del MIT, già Assessore all’Urbanistica del Comune di Venezia

Laura Montedoro, Architetto e docente di Urbanistica, Politecnico di Milano

Rosario Pavia, Architetto e docente di Urbanistica, Università G. D’Annunzio di Pescara

Coordinano

Paola Valentini – Presidente In/Arch Piemonte

Carlo De Luca – Presidente In/Arch Campania

Superbonus: un problema ancora aperto

Superbonus: un problema ancora aperto
I piccoli proprietari e il rischio di revocatoria fiscale


saluti Amedeo Schiattarella, presidente IN/ARCH Lazio
interventi di
Antonio Marco Alcaro, tesoriere dell’OARPPC; Lorenzo Bellicini, direttore generale CRESME; Fabio Rampelli, Vicepresidente Camera dei Deputati; Luca Scuriatti, dottore commercialista
coordina Marco Vivio, vicepresidente IN/ARCH Lazio

siamo in attesa di ulteriori adesioni

Ci sono diverse problematiche in questa importante iniziativa che andrebbero affrontate, dal ruolo della soprintendenza, a quello difficile dei professionisti asseveratori, dalla frammentazione dei bonus, alla complessità della normativa. Ma ce n’è uno che ci preoccupa particolarmente, che se ignorato potrebbe creare tra qualche anno problemi sociali.

È quello del piccolo proprietario inconsapevole, del condomino con scarse disponibilità economiche, che crede di ricevere un sostegno a fondo perduto dallo Stato, e che non sa di rischiare di ricevere tra qualche anno una cartella esattoriale dall’Agenzia delle Entrate, che potrebbe metterlo a terra economicamente. Il rischio che corrono i piccoli proprietari e le loro famiglie con il meccanismo del credito fiscale, è valutabile tra i 50 e gli 80.000 euro ciascuno. L’Erario ha infatti la possibilità di attivare centinaia di cavilli, di tipo urbanistico, procedurale, di congruità dei lavori, ecc. per giustificare la revoca del credito di imposta.

Se questo dovesse avvenire in modo estensivo, si potrebbero come detto determinare problemi sociali per le famiglie meno abbienti. La causa di tutto questo, oltre che nella norma, è in una propaganda a volte ingannevole, e in assemblee condominiali facili e poco corrette. È fondata questa preoccupazione?

L’IN/ARCH Lazio vuole metterla in evidenza, perché siamo ancora in tempo per trovare correttivi.

C’è anche qualche altra domanda che deriva da queste considerazioni: non c’è stata per caso la volontà inconfessata dello Stato di mettere a carico del risparmio privato le risorse per la ripartenza delle piccole e medie imprese di costruzioni? Non dovrebbe lo Stato essere più trasparente quando fa una proposta ai cittadini?

locandina

Per una efficace Rigenerazione Urbana


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Seppure la nomina dei 57 Commissari è oggi necessaria per garantire la realizzazione di opere pubbliche in gran parte già finanziate, deve comunque  far riflettere sulla drammatica situazione di inefficienza della pubblica amministrazione e quindi provvedere ad attivare una loro interna trasformazione a cominciare da una implementazione delle professionalità dei dipendenti.

Appare sempre più evidente che una delle cause che ha fatto perdere efficacia a molti dei  provvedimenti prima citati è la mancanza di una legge di principi e regole, che nel rispetto della Costituzione consenta di assemblare  le questioni sociali e quelle ambientali, sempre con precisi riferimenti giuridici, finanziari, fiscali, ecologici, storici-architettonici, ecc. e che superando le eccessive frammentazioni delle competenze amministrative della pubblica amministrazione renda possibile coordinare gli strumenti propri della pianificazione urbanistica con quelli da prefigurare per la rigenerazione urbana.

Senza dimenticare che una modifica del modo ”tradizionale del costruire” andrebbe rinnovato così come alcuni docenti hanno iniziato a fare in alcuni corsi universitari in cui si coordinano i temi architettonici, costruttivi, strutturali ed impiantistici.

E’ stato sommariamente descritto come negli anni ultimi anni le problematiche legate ai cambiamenti climatici, alla necessaria sicurezza sismica, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, alla necessità di  contenere l’uso del suolo, al risparmio energetico, al favorire la biodiversità degli ambiti urbani, al miglioramento del decoro urbano e architettonico ed a altro ancora finalizzato a garantire una maggiore  qualità della vita abbiano favorito la predisposizione di numerosi provvedimenti legislativi e finanziari, ma risulta  sempre più urgente individuare ed apportare  le necessarie modifiche alla formazione dei tecnici,  dei dipendenti della Pubblica Amministrazione,  degli operatori delle costruzioni, per non disattendere quanto previsto in sede legislativa, ed i cui contenuti , ancora, non sono soddisfacenti.   

                                                                                        locandina

premi ina/rchitettura 2020 – i vincitori

I Premi Lazio In/Architettura 2020 proseguono la lunga tradizione dei premi IN/ARCH nati nel 1962 con una peculiarità unica in Italia: per la loro natura e la loro struttura i Premi IN/ARCH prima, romArchitettura poi, e i Premi In/Architettura oggi, hanno sempre affermano con chiarezza che la qualità di un’architettura non è circoscritta a questioni estetico-linguistiche, ma è l’esito di un processo complesso che coinvolge tutti i passaggi della filiera produttiva: domanda, esigenze, programma, norme, risorse, progetto, realizzazione, controllo, gestione, manutenzione

vedi tutti i progetti vincitori