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Mario Cresci – talk – 15 aprile 2019 – INARCHLAZIO

Mario Cresci – talk – 15 aprile 2019


Lunedì 15 aprile il fotografo Mario Cresci sarà il protagonista del quinto appuntamento di CROSS, il programma di lecture promosso da IN/ARCH Lazio e curato da Matteo Costanzo ed Emilia Giorgi, che con questo incontro dedicato alla fotografia ne ribadiscono la natura cross-disciplinare. Riconosciuto come uno degli autori che ha più segnato lo sviluppo di un linguaggio sperimentale per la fotografia in Italia, Mario Cresci (1942) affonda le proprie radici in studi multidisciplinari a partire dal 1964, quando frequenta il Corso Superiore di Disegno Industriale a Venezia, che si caratterizzeranno ulteriormente grazie all’incontro con il gallerista Fabio Sargentini e i protagonisti dell’Arte Povera. Più volte invitato ad esporre alla Biennale di Venezia, negli anni Settanta si stabilisce a Matera dove ibrida lo studio del linguaggio fotografico e la cultura del progetto con l’interesse per l’antropologia culturale, realizzando opere ed eventi che influenzeranno l’evoluzione della fotografia in Italia. La lecture di CROSS sarà occasione speciale per conoscere il percorso e le esperienze – tra arti visive, design, architettura – di uno dei protagonisti della storia della fotografia internazionale.

Mario Cresci Biografia
Nasce in Liguria a Chiavari nel 1942. Nel 1963 si trasferisce a Venezia, dove frequenta il Corso Superiore di Disegno Industriale a Venezia, nel 69 a Roma avverrà dall’incontro con i principali protagonisti dell’Arte Povera e in particolare Pino Pascali, Eliseo Mattiacci, Yannis Kounellis e Alighiero Boetti, che determineranno lo sviluppo multidisciplinare del suo lavoro. Nel 1970 viene invitato alla sua prima Biennale d’Arte di Venezia e in seguito nel ‘78, ’93 e ’95. Negli anni Settanta sceglie Matera dove realizza opere ed eventi per lo sviluppo della fotografia in Italia, tra cui la pubblicazione di “Matera, immagini e documenti” (1975), primo lavoro fotografico sulla cultura antropologica urbana del Mezzogiorno italiano. Negli anni Ottanta partecipa alla rivalutazione del senso del paesaggio attraverso il progetto di Luigi Ghirri, “Viaggio in Italia”; dal 1991 al 1999 dirige l’Accademia di Belle Arti G. Carrara. In occasione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, ha curato la mostra “Le Due Culture. Artefatti e Archivi”, una selezione di materiali d’archivio che esplora l’intersezione di discipline e culture in Basilicata, attraverso fotografia, artigianato, scienza e macchine. Tra le più importanti esposizioni personali si ricordano: nel 2004 la mostra antologica “Le case della Fotografia, 1966-2003” presso la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino; tra 2010 e 2012 il progetto itinerante di “Forse Fotografia” presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma e il il Museo d’Arte Medioevale e Moderna della Basilicata di Matera; nel 2014 la mostra “Ex-post. Orizzonti momentanei” al Museo d’Arte (MA*GA) di Gallarate e nel 2016 le due mostre “In aliam figuram mutare” al Castello Sforzesco di Milano e “Mario Cresci. Ri-creazioni” presso Camera di Torino. All’inizio del 2017 in “Mario Cresci. La Fotografia del no. 1964-2016”, alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMeC) di Bergamo, espone cinquant’anni di lavoro orientando il percorso della mostra sulla lettura di alcune delle principali tematiche che accomunano gran parte dei suoi progetti. Nello stesso anno è in mostra alla Galleria SAGE Paris di Parigi con il progetto “Baudelaire” (del 2013) e successivamente ripresentato dalla galleria a Paris PHOTO 2017. In occasione del SIFEST26 di Savignano sul Rubicone pubblica il leporello “In viaggio con Lauro Messori 1960-2016” (segnalato dalla giuria Premio Ponchielli 2017 per il libro dell’anno). Dal 1974 alcune sue fotografie, assieme a quelle di Luigi Ghirri, fanno parte della collezione del MoMa di New York. Le sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche di vari musei, istituti e centri di ricerca come il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XX secolo di Roma, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’ICG – Istituto Centrale per la Grafica di Roma, il Museo d’Arte Medioevale e Moderna della Basilicata di Matera, il MAGA – Museo d’Arte di Gallarate, la GAM – Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Torino, il MUFOCO – Museo Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (MI), lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma, il MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro e il CRAF – Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo. Attualmente insegna presso la Fondazione Fotografia di Modena e all’Università ISIA di Urbino. Vive a Bergamo.