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Maggio 2018 – INARCHLAZIO

GLI ARCHITETTI DI ZEVI

25 aprile 2018 – 16 settembre 2018

GLI ARCHITETTI DI ZEVI. STORIA E CONTROSTORIA DELL’ARCHITETTURA ITALIANA 1944-2000

Galleria 2
a cura di Pippo Ciorra, Jean-Louis Cohen

No all’architettura della repressione, classicista barocca dialettale.
Si all’architettura della libertà, rischiosa anti-idolatrica creativa.

Bruno Zevi

In occasione del centenario della nascita, il MAXXI dedica una mostra realizzata in collaborazione con la Fondazione Bruno Zevi, al grande storico, docente, critico, politico e progettista e a quell’architettura italiana moderna e contemporanea che ha sostenuto e promosso con il suo lavoro.

Attraverso disegniplastici e materiali visivi la mostra vuole rendere più chiaro il ruolo fondamentale che ha avuto Zevi nel dibattito architettonico nazionale del dopoguerra, evidenziando l’importanza del rapporto tra Architettura e politica attiva.

Maurizio SacripantiLuigi PellegrinFranco AlbiniGiovanni MichelucciMario RidolfiCarlo Mollinosono soltanto alcuni dei 35 architetti in mostra, i cui progetti, pubblicati e sostenuti da Zevi, hanno accompagnato il suo percorso in oltre 50 anni di attività critica e militante.

La mostra rappresenta sia un punto di vista inedito sull’architettura italiana dal dopoguerra alla fine del XX secolo, capace di “riscoprire” progettisti di straordinaria creatività, sia l’occasione per dare spazio alla grande produzione critica e saggistica di Zevi, alla sua passione politica e sociale, alla sua presenza nella storia civile del paese.

 

GLI ARCHITETTI DI ZEVI

25 aprile 2018 – 16 settembre 2018

GLI ARCHITETTI DI ZEVI. STORIA E CONTROSTORIA DELL’ARCHITETTURA ITALIANA 1944-2000

Galleria 2
a cura di Pippo Ciorra, Jean-Louis Cohen

No all’architettura della repressione, classicista barocca dialettale.
Si all’architettura della libertà, rischiosa anti-idolatrica creativa.

Bruno Zevi

In occasione del centenario della nascita, il MAXXI dedica una mostra realizzata in collaborazione con la Fondazione Bruno Zevi, al grande storico, docente, critico, politico e progettista e a quell’architettura italiana moderna e contemporanea che ha sostenuto e promosso con il suo lavoro.

Attraverso disegniplastici e materiali visivi la mostra vuole rendere più chiaro il ruolo fondamentale che ha avuto Zevi nel dibattito architettonico nazionale del dopoguerra, evidenziando l’importanza del rapporto tra Architettura e politica attiva.

Maurizio SacripantiLuigi PellegrinFranco AlbiniGiovanni MichelucciMario RidolfiCarlo Mollinosono soltanto alcuni dei 35 architetti in mostra, i cui progetti, pubblicati e sostenuti da Zevi, hanno accompagnato il suo percorso in oltre 50 anni di attività critica e militante.

La mostra rappresenta sia un punto di vista inedito sull’architettura italiana dal dopoguerra alla fine del XX secolo, capace di “riscoprire” progettisti di straordinaria creatività, sia l’occasione per dare spazio alla grande produzione critica e saggistica di Zevi, alla sua passione politica e sociale, alla sua presenza nella storia civile del paese.

 

Intorno alle mura di Roma

Le mura Aureliane rappresentano un patrimonio storico culturale unico, eppure versano in uno stato di abbandono e di degrado. La cinta muraria,nonostante la sua potenza, è un patrimonio inerte che non si è integrato al sistema urbano, non è diventato una infrastruttura per la riqualificazione della città, né una vera risorsa per i cittadini e i turisti.

L’associazione Mura Latine, l’INARCH Lazio e il Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza hanno avviato un programma di ricerche e di iniziative per la riscoperta delle potenzialità delle mura e la promozione di un parco urbano e di un itinerario pedonale lungo il suo perimetro, riprendendo le proposte e le indicazioni dell’*ambito di programmazione strategica Mura *individuato da Piano Regolatore urbanistico di Roma e mai attuato.

Con il progetto *Intorno alle mura di Roma *si vuole riportare l’attenzione della cittadinanza, delle istituzioni, degli operatori pubblici e privati su una risorsa straordinaria, che va riscoperta come bene comune e riproposta come grande progetto urbano capace di interpretare e riqualificare le relazioni tra il centro città e la sua prima espansione.